Già un tempo mi ritrovai a recensire codesta serata. E come all'ora, non posso far altro che esaltarne la bellezza e l'unicità nel suo genere.
Il tutto partì un paio di settimana fa, quando, come manna dal cielo, mi informarono di questa serata. Mi disserò che
non potevo andarci [
1].
Esaltatissimi all'idea di ritornare, finalmente, ad ascoltare la musica de La Contessa, ci organizzammo con macchine, soldi e quant'altro necessario se non indispensabile per passare una serata coi fiocchi.
E finalmente venne il giorno. Il fatidico giorno in cui, tempo permettendo, tutto doveva essere perfetto. All'entrata nessun problema (se non, appunto, la pioggia e la mancanza di una tettoia). Il locale, piccolo. Troppo piccolo. Ma si rivelerà, anch'esso, perfetto. Entriamo quando ancora non c'è nessuno, se non i pochi intimi. Ed è bastato uscire due minuti per una sigaretta, per poi rientrare e trovare il locale pieno. Ma non, pienononriesconemmenoastarnutire, ma pieno giusto. Si riusciva a ballare, si riusciva a camminare, ma non ci si sentiva osservati se ad un certo punto ti mettevi in mezzo alla pista a saltare con delle mutande in testa.
Il tutto, ovviamente, contornato da una gran bella fetta di fortuna, nel prendere un marciapiede alle cinque di notte e passare
del tempo, prima a capire come funziona il crick, poi a chiamare i nostri amici perchè avevamo appreso che il crick era rotto, successivamente ad alzare la panda a mano perchè il crick della mini era troppo basso. Comunque sia, come già detto, è stata una serata perfetta. Ma la perfezione sta nel fatto che verrà replicata ogni sabato sera.
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[1] L'apertura del primo Party People era una voce che diceva "Ho sentito di questa serata, Party People. Tu non ci puoi andare". Ovviamente sintetizzata.